VALLO DELLA LUCANIA - Prima una superstrada a tre corsie, poi una decina di chilometri di curve in salita. Si arriva così all' Ospedale San Luca, cuore pulsante della sanità cilentana: qui partono e arrivano i soccorsi del 118, qui fanno capo i pazienti trasferiti dai comuni sparsi tra le montagne, qui approdano i feriti gravi per il trattamento specialistico. E qui è anche la sede amministrativa della Asl Salerno 3 che, diretta da Claudio Furcolo, si estende per una superficie di 3.080 chilometri. Non è bello l' ospedale. Su un pendio, a due passi dalla piazza principale, ha l' aspetto asimmetrico di un palazzone cui sono stati aggiunti, nel tempo, vari corpi di fabbrica. Dal grande parcheggio che gli sta dietro si vede solo un' anonima facciata beige da cui si accede all' ingresso principale. Ma le sorprese partono proprio da qui, non appena ti si para davanti il Totem informativo per pazienti e familiari: basta cliccare sulla tastiera e indirizzare il mouse per sapere piano e sala di degenza di un parente. Immagine? Il San Luca, come sottolinea il direttore del Dipartimento Emergenza Giovanni Bellucci, non è solo questo: «Per dieci mesi all' anno garantiamo buoni servizi ma, sapendo che d' estate la struttura diventa protagonista dell' assistenza in Cilento, ci inventiamo ogni volta un progetto diverso per migliorarla». L' ultimo si chiama "Estate sicura" ed è un protocollo, una guida a uso interno che parla dell' organizzazione dei turni in urgenza, stabilisce le priorità, ordina la disponibilità e la presenza delle unità operative a luglio e agosto, illustra le modalità da seguire per il trasporto infermi su tutto il territorio. Tralasciando il pronto soccorso, simile a tanti altri se non fosse che d' estate «assicura tra il 40 e il 52 per cento in più di prestazioni», si sale nei reparti subito dopo aver visitato le cucine del piano terra. Sembrano quelle di un ristorante segnalato dal "Gambero rosso": un sofisticato metodo di congelamento, cottura e conservazione degli alimenti garantisce igiene, sterilità e qualità delle pietanze. «Purtroppo siamo ancora in ristrutturazione», commenta un medico. E infatti, salendo al primo piano, il vecchio e il nuovo si intersecano in un punto di confusione, ma ciò non di meno rivelando una puntigliosa volontà di rinnovamento. Appena rimessa a nuovo è per esempio la Neurochirurgia dove l' équipe diretta da Guido Graziussi effettua interventi particolarmente delicati e dove, dicono, «viene a farsi operare anche gente da Napoli». Le attrezzature cardiologiche permettono il trattamento, in Emodinamica, delle anomalie del ritmo cardiaco. Anche in urgenza e dopo coronarografia. I pazienti, successivamente, possono essere monitorati nell' Unità di Terapia Intensiva Coronarica diretta da Giovanni Gregori. «Qui si fanno anche le angioplastiche per la terapia immediata dell' infarto acuto del miocardio», aggiunge Pantaleone Lepore, il direttore sanitario. Non mancano gli ultimi modelli di Tac e Risonanza mentre, dal primo luglio al 31 agosto, funziona anche una Camera iperbarica. Al primo piano c' è la centrale operativa del 118: gli elicotteri (con il via libera del Core di Napoli) e le ambulanze vengono smistati da qui. Cuffia all' orecchio, il tecnico di turno "prende" l' ennesima chiamata. La richiesta di soccorso arriva da Albanella, presso Capaccio: «Un paziente con problemi respiratori~». Una manciata di secondi, si controlla sullo schermo la disponibilità dell' ospedale attrezzato e più vicino, poi la risposta: «Ho attivato l' ambulanza A, col rianimatore a bordo. Tra pochi minuti sarà da voi». Sulla parete una carta del territorio è divisa in nove cerchi concentrici. Risale al ' 97 quando l' elicottero di stanza a Vallo precipitò durante un soccorso: «da un cerchio all' altro, il mezzo impiegava solo un minuto», ricorda il responsabile del 118 Giuseppe Basile, «e questo permetteva di raggiungere qualsasi località in undici minuti, tempo permettendo. Adesso invece, l' elicottero ce lo devono mandare da Salerno e ci vuole più tempo. Abbiamo già richiesto alla Regione i fondi per un' eliambulanza da utilizzare noi. Speriamo». Sono così attenti alla sicurezza dei turisti nella Asl da cui dipendono gli ospedali di Sapri e di Vallo (i più importanti) che hanno fatto stampare un pieghevole: in inglese, francese e tedesco e con una cartina geografica, spiega dove rivolgersi per gli ambulatori delle località marine, gli orari, i telefoni. Ma se Vallo è l' elemento portante di tutte le specialità, il nuovissimo ospedale di Agropoli inuagurato il 19 aprile, rappresenta sulla costa più a nord, il "valore aggiunto". Il distretto sanitario è il 108 che sovrintende - oltre Agropoli - Castellabate, Cicerale, Laureana Cilento, Lustra, Montecorice, Ogliastro, Perdifumo, Prignano, Rutino, Serramezzana e Torchiara: 41.752 abitanti che d' estate aumentano fino a sfiorare un milione di presenze. Con 100 posti letto e un settore emergenza che dispone di Chirurgia, Traumatologia, Medicina, Rianimazione, Cardiologia e Camera iperbarica, l' ospedale è situato poco lontano da una clinica, la Malzoni, che, prima era l' unico punto di riferimento. Per aprire il presidio, il manager ha dovuto affrontare non poche difficoltà. Poi, attraverso un protocollo d' intesa pubblico-privato, ha dotato la struttura di una tecnologia d' avanguardia che permette di trattare i tumori in maniera mirata e senza danneggiare organi e tessuti circostanti: la radiochirurgia stereotassica. L' accordo: la Malzoni ha acquistato l' attrezzatura, mentre l' ospedale di Agropoli ha messo a disposizione circa 1.800 metri per l' attività. «Potrebbe sembrare un' iniziativa censurabile», sottolinea Furcolo, «ma così freniamo il nomadismo assistenziale e recuperiamo pure un 30 per cento sul costo della prestazione grazie all' accordo stipulato con la clinica». 2. Continua - GIUSEPPE DEL BELLO